Riunite oggi a Bologna Associazioni, Comunità scientifica, Istituzioni e Industria sulla nuova dimensione dell’innovazione: restituire tempo alle persone attraverso una presa in carico sempre più efficace, sostenibile e personalizzata
Bologna, 28 settembre 2026 – Quanto vale il tempo che una persona con una patologia oncoematologica può recuperare grazie all’innovazione? Nella Leucemia Mieloide Acuta (LMA), una delle forme più aggressive di leucemia, questa domanda assume un significato specifico: il tempo trascorso in ospedale per le visite e la somministrazione di terapie si traduce in tempo sottratto alla famiglia, alle relazioni, alla propria quotidianità. Minuti, ore, giornate intere sottratte ad attività che sono fondamentali per determinare la qualità di vita.
È proprio da questa prospettiva che nasce l’evento promosso da Otsuka Pharmaceutical Italy “LMA. Un futuro presente. Come l’innovazione cambia la gestione della Leucemia Mieloide Acuta“: un momento di confronto che ha visto riuniti esperti, rappresentanti della Comunità Scientifica, delle Associazioni pazienti, delle Istituzioni e dell’Industria, per discutere insieme di come i progressi nella ricerca scientifica e l’innovazione terapeutica nella LMA stiano definendo nuovi modelli di presa in carico e percorsi di cura, nei quali il tempo guadagnato acquisisce un nuovo valore, come risorsa clinica, economica, organizzativa e umana.
La LMA colpisce in Italia circa 3,5 persone ogni 100.000 abitanti all’anno[1]. Si tratta per lo più di pazienti anziani e fragili – in media la diagnosi si ha intono ai 70 anni[2] per i quali il percorso terapeutico può rappresentare un carico particolarmente rilevante. A pesare non sono soltanto la malattia e i suoi effetti, ma anche la gestione delle cure: ospedalizzazioni, spostamenti, attese e tempi di recupero possono incidere profondamente sulla vita delle persone con LMA e di chi le assiste. È la cosiddetta “time toxicity“, la tossicità temporale delle cure[3], un concetto che in oncologia identifica proprio il tempo impiegato per la gestione della malattia: trattamenti, procedure, logistica, ricoveri, assistenza.
L’innovazione si traduce nel disporre di nuove opzioni terapeutiche, ma anche nella necessità di rivedere il modo in cui le cure vengono erogate e dunque la presa in carico del paziente nel suo complesso. Ripensare il modello organizzativo e assistenziale può contribuire a ridurre il peso delle procedure ospedaliere, a liberare risorse e a restituire al paziente tempo di qualità.
Il progetto LIA TO-BE, nato con l’obiettivo di sperimentare un modello organizzativo in grado di migliorare il percorso di cura, valorizzare le risorse disponibili e attivare un’integrazione funzionale e continua tra ospedale e territorio è un’esperienza pilota, realizzata secondo un approccio antropologico di Value Based Healthcare – che ha coinvolto l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – Arcispedale Sant’Anna, l’IRCCS Humanitas di Rozzano e l’IRCCS Sant’Orsola di Bologna, e che può rappresentare un punto di partenza per costruire e, ove possibile, trasferire a livello nazionale modelli assistenziali più efficienti, sostenibili e vicini ai bisogni delle persone.
“Oggi abbiamo l’opportunità di ripensare i percorsi di cura affinché ogni scelta terapeutica e assistenziale sia realmente guidata dal valore generato per il paziente, cercando di ridurre per quanto possibile il carico della gestione della malattia sulla sua vita quotidiana. La sfida del tempo nella cura delle patologie oncoematologiche non riguarda soltanto il tempo che riusciamo a guadagnare rispetto alla malattia, ma anche e soprattutto quello che riusciamo a restituire alla persona“, sottolinea Adriano Venditti Professore Ordinario di Ematologia e Direttore della Scuola di Specializzazione presso l’Università Tor Vergata.
Il tema del tempo restituito chiama direttamente in causa anche le Associazioni dei pazienti, che quotidianamente raccolgono l’esperienza concreta di chi affronta la malattia e della rete familiare che lo sostiene e lo accompagna. Per chi vive con LMA, infatti, il percorso di cura vede spesso il coinvolgimento anche di un caregiver, chiamato ad organizzare spostamenti, accompagnare il paziente in ospedale, conciliare l’assistenza con il lavoro e modificare la propria quotidianità. Quello del tempo diventa così un tema di qualità della vita, autonomia e sostenibilità sociale.
“Per fare davvero la differenza per le persone con LMA è fondamentale ascoltare anche ciò che accade fuori dall’ospedale. Per il paziente e per i suoi familiari, ogni accesso, ogni attesa e ogni giornata trascorsa lontano dalla propria quotidianità hanno un valore. Restituire tempo significa quindi riconoscere che la qualità della cura passa anche dalla qualità della vita“, spiega Gaetano Bergami, Presidente di AIL Bologna.
Se il tempo diventa una dimensione della qualità della cura, cambia anche il modo di valutare l’innovazione. Accanto agli esiti clinici, occorre considerare il tempo richiesto dai percorsi assistenziali, le risorse impiegate e il carico organizzativo sostenuto da pazienti, caregiver e sistema sanitario. È la prospettiva della Value-Based Healthcare, nella quale il tempo può diventare un vero e proprio esito di valore.
“Per anni, in sanità, il vincolo è stato il denaro. Oggi il vincolo è anche il tempo: quello dei professionisti, quello dei pazienti, quello di chi li assiste. Una cura che restituisce tempo non migliora soltanto la vita di una persona ma libera anche capacità di cura per un’altra. Nessuno sa dire quanto valga in denaro un anno di vita in buona salute; possiamo però decidere quanto siamo disposti a pagarlo in base ai benefici che porta, e il tempo può diventare un’importante dimensione di valore quando si fissa un prezzo o si assegna un budget. Finché il valore del tempo resterà implicito o secondario nelle valutazioni, non avremo una visione completa e corretta del valore delle nuove terapie”, afferma Patrizio Armeni, Associate Professor of Practice della divisione Government, Health and Not for Profit di SDA Bocconi School of Management.
“Fare innovazione, per noi, non significa solo contribuire con il nostro impegno in ricerca e sviluppo al progresso terapeutico, ma anche collaborare per costruire percorsi di cura sempre più integrati, sostenibili e centrati sulla persona. Nella Leucemia Mieloide Acuta questo significa ridurre, laddove possibile, il peso che la gestione della terapia può avere sulla quotidianità dei pazienti e delle loro famiglie. Crediamo che il dialogo tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni e industria sia fondamentale per trasformare il progresso in un beneficio concreto per le persone. È in questa direzione che vogliamo continuare a lavorare, promuovendo occasioni di confronto come quella di oggi e mettendo la nostra esperienza al servizio di un’innovazione capace di generare un cambiamento reale”, ha commentato Raffaele Caramuscio, Market Access & Regulatory Affairs Director di Otsuka Pharmaceutical Italy.
Il valore del tempo, le tematiche emerse e i valori su cui poggia l’impegno di Otsuka Pharmaceutical Italy durante l’evento hanno trovato una sintesi nell’arte SUMI-e, la tradizionale pittura giapponese a inchiostro, nella quale pochi tratti essenziali sono sufficienti per rappresentare un’immagine. Il sumi-e rappresenta un esercizio di presenza, attenzione e consapevolezza. L’arte sumi-e ha dato forma a una metafora particolarmente efficace anche per la sanità: l’innovazione non vuol dire necessariamente aggiungere, ma può significare togliere ciò che non serve: ridurre passaggi, attese, procedure e vincoli organizzativi per lasciare spazio a ciò che conta davvero.
The Art of Science
L’evento “LMA. Un futuro presente. Come l’innovazione cambia la gestione della Leucemia Mieloide Acuta” è il primo appuntamento nell’ambito di The Art of Science, una progettualità che nasce come occasione di approfondimento su temi di grande rilevanza a livello sanitario e della società, con l’obiettivo di promuovere una presa in carico sempre più integrata, che unisca scienza e persona, coniugando il rigore scientifico con l’attenzione alla dimensione umana delle cure.
Con The Art of Science, Otsuka Pharmaceutical Italy vuole creare uno spazio di dialogo autorevole, costruttivo e continuativo tra tutti gli attori del Sistema Salute, con l’ambizione di contribuire, attraverso una collaborazione concreta e responsabile, alla generazione di valore per il sistema sanitario, per la società e per le persone.
La Leucemia Mieloide Acuta
La Leucemia Mieloide Acuta è un tumore raro che colpisce il midollo e il sangue. Si verifica tipicamente in caso di mutazione di geni o cromosomi.[4] È la forma più comune di leucemia acuta e viene prevalentemente diagnosticata negli adulti, solitamente oltre i 60 anni di età.[5] In Europa, l’incidenza della leucemia mieloide acuta è in aumento, la causa può essere attribuita all’invecchiamento della popolazione; l’incidenza della leucemia mieloide acuta in Europa è salita da 3,48 nel 1976 a 5,06 pazienti su 100.000 nel 2013.[6] In Europa e in tutti i gruppi di età, la leucemia mieloide acuta è più comune negli uomini che nelle donne.[7] Il tasso di sopravvivenza a cinque anni degli adulti con diagnosi di leucemia mieloide acuta è circa del 30%.
[1] I numeri del Cancro in Italia 2025 – https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2026-01/I%20numeri%20del%20cancro%20in%20Italia%202025.pdf – Ultimo accesso: settembre 2025
[2] I numeri del Cancro in Italia 2025 – https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2026-01/I%20numeri%20del%20cancro%20in%20Italia%202025.pdf – Ultimo accesso: settembre 2025
[3] Tossicità temporale in oncologia a cura di R. Giusti – AIOM e E. Iannelli – FAVO. Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici.
[4] Cleveland Clinic. Acute Myeloid Leukemia (AML). Available at:
https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/6212-acute-myeloid-leukemia-aml Accessed: June 2025
[5] Leukaemia UK. Acute myeloid leukaemia. Available at: https://www.leukaemiauk.org.uk/about-leukaemia/typesof-leukaemia/acute-myeloid-leukaemia-aml/ Accessed: June 2025
[6] Heuser M, Ofran Y, Boissel N, et al. Acute myeloid leukaemia in adult patients: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol. 2020;31(6):697–712
[7] Heuser M, Ofran Y, Boissel N, et al. Acute myeloid leukaemia in adult patients: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol. 2020;31(6):697–712






