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Le otto associazioni italiane delle persone con malattie metaboliche chiedono alle Istituzioni regole uniformi, approvvigionamenti adeguati, una piattaforma nazionale per monitorare prescrizione ed erogazione e un accesso agli AFMS garantito in modo uguale in tutto il Paese
Verona, 06 Ottobre 2026 – Per molte persone con una malattia metabolica ereditaria un Alimento a Fini Medici Speciali (AFMS) non è semplicemente un alimento: è una vera e propria terapia, spesso l’unica disponibile e, in alcune patologie, salvavita. Per questo è a carico del Servizio Sanitario Nazionale e il suo accesso costituisce un diritto che deve essere garantito.
Un diritto che, tuttavia, i pazienti possono esercitare in modo molto diverso da Regione a Regione e, in alcuni casi, persino tra Aziende sanitarie della stessa Regione. Le conseguenze sono concrete: prodotti non disponibili, procedure diverse, tempi di attesa, difficoltà di approvvigionamento e, talvolta, la necessità per le famiglie di acquistare direttamente ciò che il Servizio Sanitario dovrebbe garantire.
È proprio la difformità nell’accesso agli AFMS uno dei temi affrontati lo scorso 22 settembre a Roma nel convegno “AFMS e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: un’agenda di policy per superare le disparità regionali”, promosso dalla senatrice Elena Murelli nell’ambito del percorso condiviso con l’Intergruppo Parlamentare Malattia Celiaca, Allergie Alimentari e AFMS, che vede le otto Associazioni italiane che rappresentano le persone con malattie metaboliche ereditarie all’interno del Comitato Tecnico Scientifico Sociale.
Un’occasione importante per porre all’attenzione delle Istituzioni la necessità di standard nazionali uniformi, capaci di ridurre le disparità territoriali e garantire a chi deve seguire una dieta terapeutica, in alcuni casi salvavita, un accesso equo, semplice e appropriato agli AFMS.
“Abbiamo raccolto negli anni e segnalato forti criticità e difformità che riguardano la prescrizione, l’autorizzazione, gli strumenti regionali di erogazione, le gare, la distribuzione e la concreta disponibilità dei prodotti – ha spiegato Manuela Vaccarotto, vicepresidente di AISMME e portavoce delle otto associazioni in questa giornata -. Le differenze non solo tra una Regione e l’altra, ma anche tra ASL della stessa Regione, fanno sì che due persone con la stessa malattia e lo stesso bisogno terapeutico abbiano possibilità molto diverse di ottenere ciò che è necessario per la loro salute, semplicemente perché vivono in territori differenti.
Quando il prodotto prescritto non è disponibile attraverso il SSN, non è inserito negli strumenti regionali di erogazione, non è compreso nelle procedure di approvvigionamento o la fornitura si blocca, il paziente e la sua famiglia devono aspettare. Ma quel tipo di terapia non può aspettare.
Troppo spesso sono quindi le famiglie a colmare le falle del sistema: pagano di tasca propria, chiedono aiuto ad altre famiglie, alle associazioni o ai Centri, cercando una confezione disponibile. Come possiamo parlare di diritto alla cura se un paziente non riesce a procurarsi la terapia o è costretto a pagarsela?”
Le criticità e le proposte
Per le Associazioni il primo intervento necessario è dunque garantire uniformità a livello nazionale.
“Servono regole nazionali chiare, precise e vincolanti, che garantiscano lo stesso diritto in ogni Regione e in ogni ASL – sottolinea Vaccarotto -. Gli elenchi, i sistemi prescrittivi e gli strumenti regionali di erogazione devono essere aggiornati tempestivamente e mantenuti coerenti con quello nazionale, indicando in modo chiaro i prodotti erogabili. Solo così si può garantire la concreta prescrivibilità ed erogabilità degli AFMS uniformemente su tutto il territorio.
E deve essere garantita anche la continuità del diritto quando una persona cambia ASL o Regione, per studio, lavoro, assistenza o altre necessità: il trasferimento sul territorio non può trasformarsi in una nuova procedura per ottenere una terapia già prescritta”.
Una piattaforma nazionale per seguire la terapia dalla prescrizione alla consegna
Tra le proposte portate all’attenzione delle Istituzioni c’è anche la realizzazione di una piattaforma nazionale per i piani terapeutici e l’erogazione degli AFMS, accessibile ai Centri prescrittori e ai servizi che provvedono alla fornitura.
“Una piattaforma nazionale consentirebbe di seguire il percorso dalla prescrizione alla consegna, individuare tempestivamente eventuali ritardi, indisponibilità o carenze e raccogliere dati confrontabili tra le Regioni – spiega Vaccarotto -. Sarebbe inoltre uno strumento concreto per garantire la continuità della terapia quando una persona cambia ASL o Regione.
Soprattutto, renderebbe verificabile un principio essenziale: l’AFMS prescritto deve essere concretamente disponibile, nei tempi richiesti dalla terapia.”
L’approvvigionamento deve partire dal piano terapeutico
Un altro nodo riguarda le modalità di approvvigionamento e distribuzione.
Secondo le Associazioni, il sistema deve partire dalla reale necessità clinica del paziente e dal suo piano terapeutico, garantendo una gamma adeguata di prodotti e senza limitare preventivamente la scelta sulla base delle sole modalità di acquisto.
“Non è il paziente che deve adattarsi al prodotto disponibile: è il sistema che deve garantire il prodotto necessario al paziente – precisa Vaccarotto -. La modalità di approvvigionamento non può comprimere il diritto alla terapia prescritta.
Età, caratteristiche nutrizionali, formulazione, palatabilità, praticità e accettabilità non sono elementi accessori quando parliamo di una terapia che deve essere seguita per tutta la vita. Per questo occorre un sistema che consenta di accedere ai prodotti necessari secondo il piano terapeutico e che utilizzi le farmacie territoriali e, quando necessario, la distribuzione domiciliare per rendere la fornitura realmente accessibile”.
Per le Associazioni, infatti, una distribuzione più capillare e organizzata può contribuire anche a una maggiore efficienza del sistema.
“Non possiamo avere, nello stesso sistema, prodotti che rimangono fermi nei magazzini e famiglie che non riescono a trovare ciò di cui hanno bisogno. Organizzare l’approvvigionamento sulla base del bisogno reale può ridurre gli sprechi e migliorare la continuità della terapia”.
La sostenibilità, sottolineano le Associazioni, deve inoltre essere valutata considerando non soltanto il costo immediato del prodotto, ma anche la possibilità concreta che la persona riesca a seguire correttamente la terapia.
“Il prodotto meno costoso non è necessariamente la soluzione meno costosa per il Servizio Sanitario se è poco utilizzato, scarsamente accettato o rende più difficile l’aderenza alla terapia. La sostenibilità deve essere valutata anche in termini di appropriatezza, continuità e risultati della terapia”.
Risorse adeguate al fabbisogno reale
Le risorse, inoltre, devono essere adeguate al fabbisogno reale, considerando patologia, età dei pazienti e aumento dei costi alimentari.
“Non possiamo ragionare così: queste sono le risorse disponibili, quindi vediamo quale terapia possiamo permetterci. Deve essere il contrario: questa è la terapia necessaria al paziente, quindi dobbiamo garantire le risorse per assicurargliela”.
Il ruolo delle Associazioni
Le Associazioni chiedono di essere coinvolte nella costruzione, nel monitoraggio e nella verifica delle soluzioni, perché conoscono direttamente le difficoltà che emergono quando le norme vengono applicate sul territorio e incontrano la quotidianità delle persone e delle famiglie.
Per questo propongono la creazione di un Tavolo nazionale permanente sugli AFMS, con la partecipazione delle Associazioni, accompagnato da un sistema di monitoraggio nazionale dell’accesso, dei tempi di approvvigionamento, delle indisponibilità e delle principali criticità territoriali.
“Non chiediamo di sostituirci alle Istituzioni – sottolinea Vaccarotto -. Chiediamo di essere riconosciuti come interlocutori nella costruzione, nel monitoraggio e nella verifica delle soluzioni, perché l’effettiva accessibilità della terapia deve poter essere valutata anche attraverso l’esperienza concreta dei pazienti”.
Fondamentale, inoltre, la presenza nei Centri di dietisti con competenze specialistiche nelle Malattie Metaboliche Ereditarie, il cui ruolo è indispensabile nella gestione quotidiana della terapia nutrizionale e nella corretta individuazione e raccomandazione degli AFMS.
“Chiediamo che la vita e la terapia di nessun bambino, nessun adolescente e nessun adulto dipendano dalla fortuna di vivere nella Regione giusta, nella ASL giusta, con il prodotto giusto disponibile.
La terapia deve arrivare al paziente. Non può essere il paziente a inseguire la terapia.”
Si riparte da qui
Per le Associazioni, il confronto di Roma può rappresentare un punto di partenza concreto per affrontare le criticità che bambini, ragazzi e adulti con malattie metaboliche ereditarie e le loro famiglie incontrano ancora oggi nell’accesso e nella continuità della disponibilità degli AFMS.
“Nel ringraziare la Senatrice Murelli – conclude Vaccarotto – il nostro auspicio è che le istanze che abbiamo portato all’attenzione delle Istituzioni siano concretamente recepite e tradotte in interventi capaci di garantire a tutte le persone con Malattie Metaboliche Ereditarie e alle loro famiglie continuità, equità e appropriatezza nell’accesso agli alimenti necessari alla terapia.
Confidiamo nell’impegno delle Istituzioni affinché a questo momento di confronto seguano risposte concrete e soluzioni effettive, in grado di incidere realmente sulla vita quotidiana dei pazienti e delle loro famiglie”.
Le otto Associazioni
- Aismme Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie Aps – Verona info@aismme.org ;
- Cometa Asmme Associazione Studio Malattie Metaboliche Ereditarie Odv – Padova n.costantino@cometaasmme.org ;
- APMMC Associazione Prevenzione Malattie Metaboliche Congenite – Milano raffaele@cassani.org ;
- Associazione Cometa Emilia Romagna Malattie Metaboliche Ereditarie Odv – Bologna postmaster@cometaemiliaromagna.it ;
- Ammec Associazione Malattie Metaboliche Congenite Odv – Firenze presidenza@ammec.it ;
- Aps l’Ape Associazione PKU Campania – Santo Stefano del Sole AV apsapepku@gmail.com ;
- Amegep Associazione Malattie Metaboliche e Genetiche Puglia ODV – Bari info@amegepdomenicocampanella.it ;
- Iris Associazione Siciliana Malattie Ereditarie Metaboliche Rare Odv – Palermo associazioneiris@associazione-iris-onlus.org .






