L’invecchiamento è un processo naturale che può comportare modificazioni a livello fisico, emotivo e cognitivo. Considerato il notevole innalzamento dell’età media che caratterizza la nostra società, dobbiamo sempre di più tener conto che tra le sfide più rilevanti della longevità, vi sono il declino della memoria, la riduzione della concentrazione e l’isolamento sociale. In questa propspettiva, la biblioterapia, ovvero l’uso guidato della lettura a fini terapeutici, si sta rivelando uno strumento efficace per favorire il benessere psicologico e stimolare le funzioni cognitive negli anziani.
Prima ancora di descrivere la sua efficacia è giusto provare a dare una definizione che risponda a una domanda basilare: che cos’è nello specifico la biblioterapia?
In generale parlare di biblioterapia significa fare riferimento a una pratica che utilizza libri, testi narrativi, poesie e racconti come mezzo di crescita personale e cura.
Ma se entriamo nel merito in modo più approfondito, dobbiamo distinguere due forme principali:
la Biblioterapia clinica, utilizzata da psicologi o terapeuti come supporto a percorsi di cura, e la
Biblioterapia di sviluppo o educativa, proposta in contesti comunitari, biblioteche o centri per anziani, con finalità preventive e di promozione del benessere.
Ed è proprio in questo ultimo contesto che la biblioterapia si è dimostrata capace di apportare benefici cognitivi negli anziani. Una lettura guidata e condivisa può infatti agire su diversi livelli neurologici che potremmo elencare in modo molto sintetico in una sequenza di funzioni quali:
– Stimolazione della memoria: ricordare trame, personaggi e collegare contenuti attiva le funzioni mnestiche.
– Mantenimento delle abilità linguistiche: leggere e discutere di testi arricchisce il vocabolario e preserva le capacità comunicative.
– Attenzione e concentrazione: seguire una narrazione allena i processi cognitivi di attenzione sostenuta.
– Allenamento dell’immaginazione: visualizzare luoghi e situazioni narrate favorisce la plasticità mentale.
E non è tutto, perché oltre agli aspetti cognitivi, la biblioterapia è in grado di apportare vantaggi significativi anche sul piano emotivo e sociale:
– Riduzione della solitudine: i gruppi di lettura creano occasioni di socializzazione e condivisione.
– Elaborazione delle emozioni: attraverso i personaggi e le storie, gli anziani trovano spunti per riflettere sulla propria esperienza di vita.
– Aumento dell’autostima: il coinvolgimento attivo in un’attività culturale stimola la percezione di sé come persone ancora capaci di apprendere e contribuire in maniera pro-attiva.
La biblioterapia dunque, come una vera amica, rappresenta una risorsa preziosa per promuovere il benessere cognitivo, emotivo e sociale delle persone anziane, perché l’incontro con i libri non solo stimola la mente, ma rafforza i legami, alimenta la speranza e valorizza la memoria individuale e collettiva.
M. Elisabetta Calabrese