Lettere da un palliativista. Curati rispettati, amati di Pietro Angelo Rossi è al centro di un importante tavola rotonda a Roma il prossimo 4 marzo

«La sofferenza è intollerabile solo quando nessuno se ne cura».

Cicely Saunders, fondatrice delle cure palliative moderne

Che cosa significa davvero curare quando la guarigione non è più possibile? È intorno a questa domanda essenziale che nasce l’incontro “Quando curare significa prendersi cura. La medicina palliativa tra clinica, etica e umanità”, in programma mercoledì 4 marzo, dalle 18:30 alle 20:00, a Roma presso la sede della Fondazione Oikia, Via degli Scipioni n. 270.

L’incontro è aperto al pubblico, con un invito particolare a chi opera in ambito sanitario e a chi è sensibile ai temi della cura, della fragilità e del fine vita. Non per cercare risposte definitive, ma per condividere domande giuste. Perché, fino all’ultimo giorno, la medicina può essere gesto, presenza, rispetto e risposta al desiderio di non essere lasciati soli.

La medicina palliativa invita a ripensare radicalmente il significato della cura, allargando lo sguardo dalla malattia alla persona nella sua interezza: corpo, mente, relazioni, senso: curare non è un intervento limitato al sintomo, ma diventa anche accompagnare, ascoltare, non lasciare solo chi attraversa la fragilità e il fine vita.

A fare da filo conduttore all’incontro è il libro Lettere da un palliativista di Pietro Angelo Rossi (Edizioni Ares, 2025), una raccolta di riflessioni e testimonianze che raccontano la medicina “vissuta”, quella che si confronta ogni giorno con il dolore, la paura, le domande ultime dei pazienti e delle loro famiglie. Non un testo teorico, ma uno spazio di dialogo tra clinica, etica e umanità.

L’incontro, promosso da Fondazione Oikia in collaborazione con il Centro di Cure Palliative INSIEME NELLA CURA – Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, non si configura come un convegno tecnico, ma come un tempo di ascolto e confronto. Un’occasione per restituire voce all’esperienza di medici che lavorano quotidianamente accanto alla sofferenza.

Apertura di:

Maria Grazia De Marinis, Responsabile del Centro di Cure Palliative INSIEME NELLA CURA

Interventi di:

Luca Galbato Muscio, medico del Centro di Cure Palliative INSIEME NELLA CURA

Corrado Spagnolo, medico geriatra e medico di medicina generale

Moderatore:

Clara Iatosti, giornalista – Tv2000

Un elemento centrale dell’incontro sarà la lettura drammatizzata di testi tratti da Lettere da un palliativista, affidata all’attrice Elisabetta Carpineti. Le parole del libro daranno voce ai pazienti, ai familiari e ai medici, facendo emergere il bisogno profondo di relazione, di ascolto e di presenza che attraversa la sofferenza.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione sarà dedicata alla cosiddetta “sofferenza totale”: non solo il dolore fisico, ma anche quello psicologico, esistenziale e relazionale. Il desiderio di morire, spesso evocato nei contesti di fine vita, verrà letto non come una richiesta di morte, ma come un linguaggio del bisogno: il bisogno di non soffrire da soli, di essere ascoltati, accompagnati, riconosciuti fino alla fine.