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- Sandoz promuove un position paper con clinici e associazioni pazienti, per ampliare accesso a cure efficaci e sostenibili.
- Cinque priorità operative presentate in conferenza stampa alla Camera per rafforzare prevenzione, diagnosi e modelli organizzativi efficienti su territorio nazionale.
- Impatto delle maculopatie in crescita sul Sistema Sanitario Nazionale: nuove opportunità di gestione più sostenibile grazie ai biosimilari.
Roma, 18 marzo 2026 – Ascoltare la voce delle persone con maculopatie, ridurre le disuguaglianze territoriali, standardizzare modelli organizzativi efficienti, valorizzare la medicina territoriale e di prossimità, garantire un più ampio accesso a terapie ad alta efficacia grazie ai farmaci biosimilari. Sono le azioni concrete individuate nel documento “Verso una gestione virtuosa delle maculopatie in Italia: priorità e proposte” presentato oggi alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’On. Gian Antonio Girelli, Membro della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla Prevenzione e Riduzione del Rischio, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale una delle principali sfide sanitarie dei prossimi anni: l’impatto epidemiologico ed economico delle maculopatie.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di persone con degenerazione maculare legata all’età passerà da 195,6 milioni nel 2020 a 243,3 milioni nel 20301, con un incremento significativo del carico assistenziale a livello globale. Le iniezioni intravitreali rappresentano oggi il gold standard terapeutico per le maculopatie degenerative, grazie all’efficacia dei farmaci anti VEGF nel bloccare la neovascolarizzazione e rallentare la perdita visiva.
Anche in Italia il peso è rilevante: secondo la Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, ogni anno vengono effettuate nel nostro Paese tra le 300 e le 400 mila iniezioni intravitreali, con un impatto diretto sull’organizzazione dei servizi di oftalmologia, sulle liste d’attesa e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale2. A questo scenario si aggiunge un ulteriore elemento: guardando solo alla degenerazione maculare neovascolare (nAMD), sottotipo di degenerazione maculare legata all’età, in alcuni dei principali Paesi industrializzati, a fronte di circa 4 milioni di persone che ne soffrono, solo 2 milioni ricevono effettivamente una terapia, con ricadute importanti sulla prevenzione della perdita visiva severa3.
La limitazione della funzione visiva non rappresenta soltanto una condizione clinica, ma incide profondamente sulla qualità di vita e sull’autonomia delle persone, in particolare di quelle anziane. La disabilità visiva è infatti associata a un maggiore rischio di depressione, ansia, cadute e fratture, con un aumento del carico sui caregiver e costi diretti e indiretti per il sistema sanitario e per l’intera collettività.
“La perdita della vista ha un impatto profondo sulla vita delle persone e dei loro familiari e richiede risposte concrete e condivise. Con questo documento confermiamo il nostro impegno nel lavorare con le Istituzioni, sempre al fianco di clinici e pazienti, mettendo a disposizione la nostra esperienza nel rendere disponibili terapie di elevata qualità per un sempre più ampio numero di persone. Solo attraverso una trasparente collaborazione possiamo costruire un modello di gestione delle maculopatie più equo, efficiente e orientato al futuro, garantendo continuità assistenziale su tutto il territorio nazionale”. Dichiara Francesca Romana Ramundo, Amministratore Delegato di Sandoz SpA.
Per rispondere a questa emergenza in modo coordinato, un board multidisciplinare composto da clinici e rappresentanti delle associazioni pazienti si è riunito in workshop di ascolto e co-creazione promossi da Sandoz SpA, filiale italiana della multinazionale elvetica leader nei farmaci equivalenti e biosimiliari, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per migliorare l’accesso all’innovazione terapeutica e contribuire alla sostenibilità del SSN.
Le proposte individuate dal board si articolano in cinque direttrici operative:
- Programmare – Istituzionalizzare il coinvolgimento delle associazioni pazienti nei processi decisionali nazionali e regionali e rafforzare i programmi di prevenzione e screening delle maculopatie, in particolare nella popolazione over 65.
- Riconoscere – Inserire le maculopatie nel Piano Nazionale Cronicità e aggiornare i LEA per garantire equità di accesso alle terapie su tutto il territorio nazionale.
- Sviluppare – Creare PDTA regionali armonizzati e valutabili, promuovendo modelli organizzativi efficienti nei territori.
- Integrare – Valutare una potenziale delocalizzazione dei centri per le terapie intravitreali, valorizzando anche la medicina territoriale e superando rigidità organizzative che, in alcuni casi, rallentano i percorsi di cura.
- Reinvestire – Promuovere un uso appropriato e informato dei biosimilari, liberando e gestendo risorse da reinvestire anche in personale, innovazione tecnologica, prevenzione e screening, con strumenti di monitoraggio dedicati.
“Le maculopatie rappresentano una sfida clinica, organizzativa e sociale che non può più essere affrontata dal Sistema Sanitario Nazionale in modo frammentato”, dichiarano i firmatari del Manifesto. “Con queste cinque proposte intendiamo condividere con le Istituzioni le priorità di intervento, valorizzando gli strumenti già disponibili per garantire rapidità ed equità
nell’ accesso alle cure ed appropriatezza terapeutica, conciliando i bisogni reali dei pazienti e dei loro caregiver con la sostenibilità degli interventi”.
Il documento, frutto di questo lavoro condiviso, è stato redatto con il contributo e la sottoscrizione di:
- Dott. Michele Allamprese, Direttore Esecutivo dell’Associazione Pazienti Malattie Oculari (APMO) e Direttore Generale della Società Italiana Scienze Oftalmologiche (SISO);
- Prof. Teresio Avitabile, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Visivo presso l’Università di Catania, Direttore della Clinica Oculistica e della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia e Presidente della SISO;
- Prof. Federico Ricci, Professore Associato di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Direttore UNIT Dipartimentale Patologie Retiniche;
- Dott. Pasquale Viggiano, Ricercatore in Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Il documento si inserisce nel solco delle iniziative istituzionali già avviate in ambito parlamentare e sarà oggetto, nel corso del 2026, di un confronto diretto con le Istituzioni nazionali e regionali per favorirne l’implementazione.
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REFERENCES
1 World Report on Vision 2019, WHO – Vision Loss Expert Group
2 Giocanti-Auregan A, Tadayoni R, Grenet T, Fajnkuchen F, Nghiem-Buffet S, Delahaye-Mazza C, Quentel G, Cohen SY. Estimation of the need for bilateral intravitreal anti-VEGF injections in clinical practice. BMC Ophthalmol. 2016 Aug 9;16:142. doi: 10.1186/s12886-016-0317-y. PMID: 27507298; PMCID: PMC4979182
3 DRG Clarivate Landscape & Forecast. Dry and Wet Age-Related Macular Degeneration. December 2024 [Last accessed November 2025]






