Via libera anche negli USA alla terapia genica per la leucodistrofia metacromatica

 

  • Il farmaco si chiamerà Lenmeldy: l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA), l’ente regolatorio statunitense, arriva a tre anni e mezzo di distanza da quella europea e permetterà di ampliare la comunità di pazienti a cui è destinato il farmaco.
  • È stato approvato per il trattamento di bambini affetti dalle forme a esordio precoce di leucodistrofia metacromatica (MLD), in particolare quelle infantile tardiva in fase pre-sintomatica (PSLI), giovanile precoce in fase pre-sintomatica precoce (PSEJ) e sintomatica iniziale (ESEJ).
  • Messo a punto grazie a quasi 20 anni di ricerca dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica di Milano, il farmaco è il risultato dell’alleanza strategica tra Fondazione Telethon, IRCCS Ospedale San Raffaele e l’azienda biotech Orchard Therapeutics.

Milano, 19 marzo 2024 – È stata approvata anche negli USA la terapia genica per una rara e gravissima malattia neurodegenerativa di origine genetica, la leucodistrofia metacromatica (MLD): si chiamerà Lenmeldy e arriva a tre anni e mezzo di distanza dall’approvazione in Europa con il nome di Libmeldy. Il via libera da parte della Food and Drug Administration (FDA), l’ente regolatorio statunitense, permetterà di ampliare la comunità di pazienti a cui è destinato il farmaco, già approvato nell’Unione europea nel dicembre 2020 con una full approval, cioè senza restrizioni. Un risultato che è frutto di un percorso iniziato quasi vent’anni fa all’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) di Milano – dove si è dimostrato il razionale a livello prima scientifico e poi clinico a supporto di questo trattamento all’avanguardia – e portato a termine dall’azienda anglo-americana Orchard Therapeutics, che nel 2018 ne ha acquisito la licenza esclusiva.

La MLD è una grave malattia metabolica di origine genetica, che si stima colpisca 1 bambino ogni 100 mila. È causata da mutazioni in un gene, arilsulfatasi-A (ARSA), che portano all’accumulo di particolari sostanze chiamate solfatidi nel cervello e in altre parti dell’organismo, tra cui fegato, cistifellea, reni, milza. Nelle sue forme più gravi, che sono anche le più comuni, questi bambini perdono rapidamente la capacità di camminare, parlare e interagire con il mondo circostante: la maggior parte di loro muore in età infantile e ha a disposizione soltanto cure palliative.

Lenmeldy è una terapia genica che viene somministrata tramite un’unica infusione e ha dimostrato di preservare la funzione motoria e le capacità cognitive nella maggior parte dei pazienti con un follow-up fino a 12 anni (mediana 6,76 anni). Il trattamento prevede il prelievo delle cellule staminali ematopoietiche del paziente, ovvero quelle staminali che danno origine a tutti gli elementi del sangue. Le cellule vengono poi corrette con un vettore lentivirale (derivato cioè da una versione modificata e innocua del virus HIV) che consente di inserire nel loro patrimonio genetico più copie funzionanti del gene ARSA. Queste cellule geneticamente modificate vengono poi reinfuse nel paziente: la loro capacità di attraversare la barriera emato-encefalica, raggiungere il cervello ed esprimere livelli di enzima funzionante superiori al normale permette di correggere la disfunzione all’origine della malattia in modo continuo e a seguito di un singolo trattamento. L’enzima prodotto in quantità superiori al normale dalle cellule ingegnerizzate viene infatti assorbito e utilizzato anche dalle altre cellule cerebrali che contengono ancora la mutazione nel gene ARSA e che quindi non sono in grado di produrlo da sé.

La leucodistrofia metacromatica può avere diverse forme, che si classificano in base all’età di insorgenza: Lenmeldy è indicata per i bambini con le forme tardo-infantile o giovanile-precoce che ancora non abbiano manifestato i segni clinici della malattia e per quelli con la forma giovanile precoce che, pur presentando le prime manifestazioni cliniche della malattia, siano ancora in grado di camminare in modo indipendente e non abbiano ancora presentato un declino delle capacità cognitive.

«Siamo felici che anche la FDA abbia validato l’efficacia e la sicurezza della terapia genica della MLD approvandone l’immissione sul mercato americano e rendendola finalmente disponibile a un numero maggiore di pazienti – ha commentato il direttore dell’SR-TIGET Luigi NaldiniCon la prima prova clinica su questa malattia abbiamo iniziato quasi vent’anni fa un percorso innovativo, che ha portato al trattamento efficace e sicuro di centinaia di pazienti affetti da un numero crescente di malattie genetiche con cellule staminali del sangue corrette geneticamente con i vettori lentivirali. Una linea di ricerca coraggiosa intrapresa qui al SR-Tiget da una straordinaria squadra di ricercatori e clinici in partnership con la Fondazione Telethon e il cui successo è stato ormai replicato in vari altri centri nel mondo. Attualmente sono 5 i farmaci di terapia genica avanzata basati su vettori lentivirali approvati in Europa, a cui si aggiunge naturalmente l’approvazione di Lenmeldy negli USA. Un risultato emozionante che ci fa guardare con fiducia al futuro e anche vivere un momento di orgoglio per quello che la ricerca italiana può dare al mondo».

Aggiunge il consigliere delegato di Telethon Francesca Pasinelli«Questa notizia è un’altra conferma del fatto che stiamo mantenendo la promessa fatta alla comunità dei pazienti, al di là dei confini nazionali, e a tutti i nostri sostenitori. Spero che si sentano gratificati di aver creduto nella causa delle malattie genetiche rare e di averci accordato la loro fiducia. Vorrei quindi cogliere l’occasione per ringraziare nuovamente tutti i singoli donatori e le aziende partner che in questi oltre trent’anni hanno contribuito a finanziare la ricerca e le nostre attività. Il loro sostegno fin qui è stato fondamentale e d’ora in avanti lo sarà sempre di più: il nostro obiettivo è infatti offrire terapie innovative e mirate a un numero sempre maggiore di pazienti e per un numero crescente di malattie genetiche rare, facendoci carico anche della loro produzione e distribuzione quando necessario».

 

 

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